IPPOTERAPIA
di Maurizio Albertini
Prima di cominciare desidero ringraziare Federica Ramoino, Giacomo Portesan e il Ranch,
la Fondazione ISAH, per avermi così gentilmente chiamato a parlarvi di un argomento così
interessante come la terapia con il cavallo.
Dividerò il mio intervento in due parti, la prima riguardante le patologie psichiatriche che
possono trarre beneficio terapeutico dall’ippoterapia, la seconda sulla psicodinamica legata
alla relazione simbolica con il cavallo.
PSICHIATRIA E NEUROLOGIA
L’ippoterapia, caso particolare della terapia con gli animali in generale, viene usata nella
cura dei disturbi mentali e delle disabilità, sia in età infantile che adulta, da molti decenni, in
Italia dal 1975.
Io sarò breve nell’elencare le situazioni cliniche psichiatriche e neurologiche o gli
handicap psichici gravi che possono beneficiare di questa terapia.
Disturbi dello spettro autistico (Autismo infantile, Sindrome di Asperger)
Disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività (ADHD)
Disturbi d’Ansia
Disturbo Depressivo dell’umore
Schizofrenia in fase di compenso, non in fase di psicosi acuta
Disabilità psichica, fisica motoria o sensoriale, ritardi cognitivi e mentali, disturbi del
comportamento (collera, comportamenti ossessivo-compulsivi, difficoltà nell’autocontrollo e
problemi sociali), disturbi dello sviluppo:
Sindrome di Rett (anomalia genetica che blocca lo sviluppo del cervello, solo femminile:
grave deficit cognitivo, autismo, convulsioni, deficit motori, e aprassia, irritabilità,
deterioramento motorio, scoliosi, spasticità, rigidità, colpisce 1/15.000)
Sindrome fetale da alcool (causa più comune di disabilità non ereditaria, deficit cognitivi,
bassa statura, microcefalia, microftalmia)
Sindrome di Down (trisomia 21, un cromosoma 21 supplementare che causa deficit
intellettivo e anomalie fisiche, difetti cardiaci al setto, ipotiroidismo: hanno 47 cromosomi
invece che 46. Colpisce 1/1000 nati vivi)
Sindrome dell’X-fragile (malattia genetica, 1/4000 maschi e 1/7000 femmine, autismo,
disabilità cognitiva, problemi dell’apprendimento e relazionali. Prima causa ereditaria di
autismo e disabilità intellettiva)
Sindrome di Prader-Willi (malattia genetica, alterazione sul cromosoma 15 paterno: deficit
intellettivo, iperfagia e obesità, ipotonia muscolare, ritardo sviluppo, problemi
comportamentali, colpisce 1/30.000)
Ritardi dello sviluppo neuropsicomotorio associati a malformazioni cerebrali: agenesia del
corpo calloso, Sindrome di Joubert e Sindrome di Dandy-Walker (pentasomia X):
malattie genetiche con anomalia dello sviluppo del cervelletto.
Disturbi del linguaggio:
nella SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica, malattia neurodegenerativa del motoneurone
centrale e periferico), nelle lesioni craniche con danno cerebrale, esiti di ictus
Problemi uditivi
Problemi di vista
Problemi motori, paralisi cerebrali infantili, esiti di malattie neurologiche:
malattie neurodegenerative, SLA, Sclerosi multipla, Spina bifida, deficit motorio nel
morbo di Parkinson, Distrofia muscolare, esiti di trauma cranioencefalico e al midollo
spinale
Stato confusionale dovuto a:
Morbo di Alzheimer, Demenza, SLA, Ictus o esiti di traumi cerebrali
Come potete vedere è molto vasto lo spettro patologico.
Ma cosa hanno in comune tutte queste malattie, disfunzioni, lesioni, handicap o
disturbi?
Il blocco dello scorrere dell’energia sia essa fisica, libidica, emozionale, neuronale-elettrica
o psichica e la conseguente chiusura nel proprio mondo: chiusura alle relazioni
esterne e interne (pensieri, emozioni, sentimenti) alle sensazioni, alle percezioni,
all’ambiente. Non posso correttamente camminare, parlare, pensare, sentire, amare, provare
emozioni, percepire, muovermi bene, ecc.
Chiusura:
1) Psicologica: autismo, depressione, schizofrenia, disturbi cognitivi (narcisismo eccessivo
patologico, inibizione del pensiero, ritiro degli interessi libidici dal mondo esterno e
chiusura in se stessi, odio e chiusura verso gli altri e se stessi fino all’omicidio o suicidio,
anche inteso come fuga verso l’inconscio/anima o come rifugio e salvezza dalla realtà
mondana, panico, inibizione psicomotoria depressiva, traumi emotivi che provocano
rallentamento ideativo, amnesie e atti mancati, anedonia, incapacità di sentire o provare
piacere, rifiuto della relazione, estrema introversione, chiusura nel delirio psicotico come
realtà alternativa a quello esterno percepito come intollerabile o minaccioso, paranoia ecc.)
2) Motoria: impossibilità o difficoltà ad accedere al mondo esterno perché il sistema muscoloscheletrico
non funziona con conseguente chiusura nel proprio corpo (corazza caratteriale
se dovuto a traumi psichici e non fisici o neurologici o genetici)
Sensoriale: vista, udito, sensazioni, tatto, contatto fisico: le percezioni non entrano, luce e
suono non passano le porte e le finestre chiuse della casa/personalità (bocca, occhi e
orecchie) o non escono (parola/cibo: disfasia, disturbi del linguaggio, disartria, disfagia).
Potrebbero anche essere troppo aperte in contrasto: disturbi sfinterici, urla, aggressività
incontrollabile, iperattività motoria ecc. in questo caso è chiuso/leso/bloccato il sistema di
inibizione, che può essere corticale cerebrale (neuroni inibitori), cioè leso neurologicamente,
o psichico (psicosi acuta, crisi pantoclastiche della schizofrenia, fase maniacale nel disturbo
bipolare o maniaco-depressivo, ADHD, ansia acuta).
Neuronale: le correnti elettriche non scorrono nel sistema nervoso, il circuito è chiuso:
traumi, ictus, disabilità e handicap con disturbi cognitivi e comportamentali, disturbi della
memoria, demenza, Alzheimer, SLA, Sclerosi Multipla, disturbi genetici dello sviluppo ecc.
PSICODINAMICA
Perché un cavallo e il suo operatore sono efficaci nel modificare in meglio questo fattore
comune? Cosa provocano a livello superficiale (coscienza, vita e comportamenti quotidiani)
e profondo (inconscio)? Perché un rapporto speciale con un cavallo e con le attività umane
legate al maneggio sono terapeutiche?
PERCHE’ IL CAVALLO RAPPRESENTA LO SCORRERE DELL’ENERGIA. Nello
spettro del corpo e degli istinti da una parte fino a quello spirituale dall’altra, il simbolo cioè
la realtà spirituale, psichica e animale del cavallo esprime, rappresenta e provoca la
liberazione dell’energia (corporea-sessuale, psicologica-emotiva-relazionale, spiritualeintellettuale-
sentimentale).
SAPPIAMO CHE L’IPPOTERAPIA INFLUENZA POSITIVAMENTE LE FUNZIONI
COGNITIVE, FISICHE, EMOTIVE, SOCIALI E OCCUPAZIONALI GRAZIE A:
1) EMOZIONI INTENSE
2) EQUILIBRIO E COORDINAZIONE NEURO-MOTORIA (IMPULSI RITMICI ALLA
CINTURA PELVICA, COLONNA VERTEBRALE, GAMBE, CHE REGOLANO TONO
MUSCOLARE E COORDINAZIONE)
3) STIMOLI RELAZIONALI LEGATI ALL’INTERAZIONE UOMO-CAVALLO E
ALL’AMBIENTE (MANEGGIO)
CHE ROMPONO O RIDUCONO: SCHEMI PATOLOGICI, MOVIMENTI
STEREOTIPATI, ISOLAMENTO, RIGIDITA’ POSTURALE, AGGRESSIVITA’
3) CHE AUMENTANO AUTOSTIMA E SICUREZZA, AUTONOMIA,
AUTOCONTROLLO, COMUNICAZIONE, CONCENTRAZIONE, ATTENZIONE,
RISPETTO PER L’ALTRO E PER GLI ANIMALI, EMPATIA, CAPACITA’ DI
SOCIALIZZAZIONE IN GENERALE. PREDISPOSIZIONE AD APRIRSI AL
PROSSIMO E DI PRENDERSI CURA DI ALTRI ESSERI VIVENTI.
RIDUCONO L’ANSIA, RIDUCONO IL SENSO DI SOLITUDINE.
MIGLIORANO IL VOCABOLARIO E LA CAPACITA’ DI LETTURA,
L’APPRENDIMENTO, LA MEMORIA A BREVE/LUNGO TERMINE, IL SENSO DI
RESPONSABILITA’, IL RISPETTO DELLE REGOLE, IL DESIDERIO DI ESSERE
COINVOLTO NELLE ATTIVITA’ DI GRUPPO
ETIMOLOGIA E SIMBOLOGIA
IL CAVALLO E’ UN ANIMALE MA ANCHE UN SIMBOLO, cioè raffigura una realtà
psichica inconscia che vive al nostro interno (inconscio, sogno), oltre a essere un animale
mammifero a sangue caldo che vive là fuori in un maneggio o libero nella steppa.
Per comprendere con chi si ha a che fare quando si interagisce con un cavallo, che non è
‘solo’ un animale ma soprattutto un veicolo di potenti forze psichiche, deliniamo il profilo
del simbolo, cioè della forza psichica e energetica vivente nell’inconscio, attraverso la
descrizione della parola, cioè l’etimologia.
Capiamo così la relazione fra il cavallo e la sua azione in noi, la sua associazione con le
forze psichiche, che ne costituiscono in gran parte l’azione terapeutica.
“Come animale incarna la psiche non umana, il sotto-umano, la bestia dentro di noi; è
anche lo psichismo inconscio, ecco perché i cavalli nella tradizione popolare sono
chiaroveggenti e talvolta persino muniti della parola. Animali da carico, i cavalli hanno
un rapporto strettissimo con l’archetipo della madre… E’ l’animale sul quale l’uomo
siede; evoca l’addome e le spinte istintive che ci assalgono. Il cavallo è al tempo stesso
dinamismo e veicolo, conduce a una meta come un istinto, ma, come gli istinti è
soggetto al panico, perché gli mancano le facoltà nobili del conscio.” (C.G. Jung.
L’uomo alla scoperta della sua anima. Citato in J. De la Rocheterie, La natura nei sogni,
RED ed., 2004)
1) Il cavallo è materno. L’inconscio-madre (sonno, sogno, anima, istinto) porta con sé il
conscio-bambino (l’ego, la coscienza diurna) così come il cavallo il suo cavaliere. I
CAVALLI SONO FORTEMENTE EMOTIVI, ombrosi, e soggetti a crisi di panico
improvvise e inconsulte che riescono a trasmettersi l’un l’altro. Si impennano, scalciano,
fanno capriole, si tirano indietro in modo improvviso e imprevedibile. Talvolta i cavalieri
vengono trascinati e scaraventati a terra, così come fa l’inconscio quando scuote l’Io,
terrorizzato da forze incontrollabili, come tradito dai nervi. L’angoscia viene spesso
rappresentata con una testa di cavallo sconvolto. Per questa ragione, Ercole, nella sua
settima fatica, distrugge le giumente impazzite di Diomede. Nel linguaggio resta questa
idea:
NIGHTMARE = significa INCUBO in inglese, ma letteralmente è LA GIUMENTA
(Mare) DELLA NOTTE (night)
CAUCHEMAR = INCUBO in francese, ha un’etimologia simile: CAVALLO (Marh) CHE
PESA/CALPESTA (Cauche) = (lo spirito-cavallo che opprime, pesa su chi dorme)
Il cavallo è quindi anche diabolico, la notte senza il loro assenso i demoni (i complessi
psichici inconsci) ‘cavalcano’ l’uomo o la donna: il succubo (sta sotto), cavalca l’uomo,
l’incubo (sta sopra), la donna. Il cavallo è allora assimilato al Dio Pan, che semina il Panico,
scatenando orribili incubi.
Nightmare e cauchemar derivano da:
ANTICO TEDESCO: MAR-AH, (CAVALLO), ma significa anche spirito/fantasma in
OLANDESE antico.
FRANCO: MARH
ANGLOSASSONE: MEARH
CELTICO-IRLANDESE: MARC
GALLES E CORNOVAGLIA: MARCH
GAELICO: MARCK
INGLESE: MARE, (GIUMENTA)
(se a MARH aggiungo SCALC , MINISTRO/DOVERE (in antico tedesco SKALL),
ho: MARISCALCO = MINISTRO DI SCUDERIA e quindi colui che ferra i cavalli e ne ha
cura quando sono malati, Scudiere o Maestro di Scuderia
che diventa, per sostituzione di liquida con nasale, MANISCALCO, colui che ferra i
cavalli, che è addetto ai cavalli
e ho anche: MARESCIALLO, da MARH, cavallo. Scalc, Ministro, amministratore delle
stalle e scuderie… (MARESCALCO, MALISCALCO, BASSO LATINO MARESCALCUS),
e anche: MASCALCIA, l’arte del maniscalco: da Mascalco, voce contratta di Maniscalco/
Mariscalcus)
2) Il cavallo è associato alla cavalleria. Il portamento aristocratico del cavallo e il suo
contributo nelle battaglie hanno portato alla creazione degli ordini equestri, riservati alla
nobiltà. Nel Medioevo, la cavalleria, penetrata dallo spirito cristiano, ha assunto la funzione
di altissima moralizzazione.
3) Il cavallo è associato al vento, per la sua rapidità. Leggende romane e tedesche lo
ritengono fecondato dal vento (cioè rappresenta lo spirito).
4) Il cavallo viene associato al fuoco e alla luce. Ne sono un esempio la quadriga di Elio, il
Sole, il carro di Elia nell’Antico Testamento, il cavallo di Sigfrido ecc.
5) Il cavallo è psicopompo, conduce le anime dei defunti nel regno dei morti (=
nell’inconscio). Le Valchirie ne sono un esempio.
6) Il cavallo è associato alla forza sessuale, come anche l’asino e il toro. Il cavallo lo è per
il suo piede fallico e per l’impressione di potenza che suscita il suo modo di sovrapporsi alla
giumenta durante l’atto sessuale. “Lo stallone” è la forza sessuale virile violenta e potente,
ma anche istintiva e inconsapevole, temibile se incontrollata.
7) Il cavallo è lampo e fulmine. Per la sua rapidità il cavallo alato Pègaso portava i lampi e
i fulmini di Giove. Sono le idee o emozioni che improvvisamente fanno irruzione nella
coscienza sconvolgendola.
8) Il piede di cavallo è allo stesso tempo fallo e fulmine, la zampa colpisce con la velocità
del fulmine. Questo rappresenta la forza creativa: con una pedata Pegaso fece scaturire la
fonte Ippocrene (la fonte del cavallo) alla quale si recavano i poeti e gli artisti per avere
l’ispirazione (è la creatività e l’energia che vengono dalle forze spirituali inconsce). Molte
leggende parlano di sorgenti scaturite da una pedata di cavallo: per questa credenza il ferro
di cavallo porta fortuna.
IL CENTAURO CHIRONE
La coppia operatore-cavallo (= il mitico Centauro Chirone della mitologia greca)
rappresenta quindi nel mondo la capacità di sviluppare le SENSAZIONI PERDUTE O
BLOCCATE : i due mettono in contatto una persona isolata e separata dalle fonti/sorgenti di
energia (libido) che giacciono nell’inconscio con queste stessi fonti.
Chirone: metà uomo e metà cavallo, l’Archetipo del Guaritore, insegna la medicina ad
Asclepio (il cui aspetto, la sua epifania animale, è il serpente = veleno = Pharmakon in
greco!). Morso del serpente = contatto, collegamento con le forze inconsce: viene iniettata
ciò che per la coscienza è la morte, cioè la trasformazione iniziatica attraverso un veleno.
L’operatore rappresenta l’aspetto umano di Chirone, il cavallo, la parte animale: questo è
ciò che l’inconscio del paziente percepisce poiché unisce gli opposti e vive anche nella
realtà mitica, non solo nella razionalità diurna.
Quindi potete cominciare a capire perché è così efficace l’ippoterapia: IL
PAZIENTE A LIVELLO INCONSCIO STA INCONTRANDO CHIRONE, IL DIO CHE
GUARISCE! (TRANSFERT E PROIEZIONE DEL GUARITORE INTERNO sulla coppia
operatore/cavallo), MA ANCHE PEGASO, LA SORGENTE DELLA VITA SPIRITUALE,
e L’ARCHETIPO DELLA MADRE (per un bambino piccolo il genitore è grande come un
cavallo, e spesso i bambini vengono portati sulle spalle dai genitori, li cavalcano
letteralmente). In questo caso il genitore buono (il cavallo, la madre buona) guarisce il
trauma infantile o genetico, psicologico o biologico, provocato dai genitori del paziente.
Chirone deriva da Cheiro, che significa MANO (Chiro-manzia, leggere il destino
nelle mani, cioè leggere l’inconscio, Chir-urgia, operare con le mani, Chiro-pratico, chi usa
le mani per la cura del corpo ecc.). La mano è il veicolo dello spirito e del cuore (è il
numero 5, le 5 dita, ‘dammi un cinque’, che per le due mani fa 10. 5 è la quintessenza, i
quattro punti cardinali, nord, sud, est, ovest + il centro, la mano ricentra, riporta al centro di
se stessi, alla calma che giace nell’occhio del ciclone esistenziale. 10 è il numero della
totalità, la fine della serie numerica, 10 riporta alla completezza, all’unità , cioè all’unione di
ego e inconscio, mondo diurno e mondo notturno (= night-mare/cauche-mar), mondo umano
e mondo naturale, mondo razionale e mondo spirituale ecc.
5+5 = 10 =Chirone, uomo + animale = essere divino e guaritore mitologico.
OSSERVAZIONI E RIFLESSIONI VARIE
1) Il cavallo è Natura, è spontaneità, è unità con la vita a tutti i livelli:
corporeo: livello muscolo-scheletrico, costringe a ritornare ‘in assetto’, cioè a recuperare i
riflessi motori e la funzione muscolare lesa o perduta), contatto con la Natura, con il corpo,
con la verità, l’intuizione. Emerge una sensibilità maggiore alle emozioni (paura, rabbia,
felicità …), una non dissociazione dal corpo, emozioni, sensazioni, odori (rinencefalo, legato
agli istinti e alle emozioni più primitive, es. attrazione sessuale/profumo/sudore/ormoni)
psicologico: (il cavallo è AMORE INCONDIZIONATO, capacità relazionale potente e
sana). La coppia operatore-cavallo (Chirone) sviluppa la capacità di provare di nuovo I
SENTIMENTI E LE EMOZIONI PERDUTE O BLOCCATE
spirituale (porta nel mondo il suo significato simbolico):
la coppia operatore-cavallo (Chirone) sviluppa la capacità di provare di nuovo UN
CONTATTO CON LE INTUIZIONI E PERCEZIONI DEGLI ASPETTI NON
MENTALI, RIDUCE IL PENSIERO OSSESSIVO, RAZIONALISTICO,
DEPRESSIVO, costringe al qui-e-ora. FUNZIONE TRASCENDENTE: il cavallo fa da
ponte fra la coscienza (ego) e l’inconscio (Natura)
2) Con l’ippoterapia viene introdotta la relazione con il non-umano spirituale:
Nella mitologia greca Pegaso, il cavallo alato, cioè divino e spirituale, figlio di Poseidone e
Medusa, nasce dal sangue che sgorga dalla testa di Medusa. La Sorgente Ippocrene = fonte
del cavallo, fatta sprizzare da Pegaso con un colpo di zampa, è fonte sacra alle Muse sul
monte Elicona = creatività artistica/conoscenza/ispirazione = contatto con la sorgente
creativa che si trova nell’inconscio collettivo = permeabilità alle origini/inconscio, alla
Grande Madre/inconscio, origine della coscienza. Il contatto con le sorgenti creative,
impedito dalla parte adulta malata della personalità o dalle lesioni congenite o traumatiche,
è carente, ma l’ippoterapia permette un maggiore contatto con le forze creative profonde,
forze naturali e spirituali inconsce che sostengono il corpo, la coscienza e il funzionamento
cognitivo e emotivo e il radicamento nella vita, cancellando l’alienazione e il sentimento
nichilistico di vuoto e mancanza di senso. Il cavallo restituisce il senso e il sentimento
della vita, e l’uomo che opera con il cavallo sui pazienti è il suo complemento
mitologico, indispensabile all’esistenza nel mondo del guaritore mitico, Chirone.